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Questa
originale proposta prevede di incontrare i bambini più piccoli su un
terreno da loro privilegiato: la fiaba.
In
questo caso non solo letta, bensì raccontata e cantata ed, in realtà,
non solo fiaba, perché il nostro invito è una scusa per raccontare
quali erano, un tempo neanche troppo lontano, i momenti conviviali nelle
comunità rurali, delle quali con ogni probabilità, facevano parte i
loro nonni o bisnonni. Queste occasioni (che peraltro noi presenteremo
nella versione piemontese, ma che si riscontrano similmente un po’
dappertutto in Europa), erano momenti di festa , di incontro, di
conoscenza e di svago, ma restavano, innanzitutto, omaggi nei confronti
della Natura, dispensatrice sia di prosperità che di carestia e
malattia.
La
generosità della Natura era trasposta sulla generosità delle genti,
perciò la “questua” rappresentava generalmente il fulcro delle
manifestazioni, nelle quali si andava di casa in casa, cantando, e
richiedendo un piccolo omaggio simbolico ma anche, in tempi grami,
quantomai pratico e corroborante
Per
quanto cambiati siano i tempi, la “questua” non perde il proprio
fascino, tra liberazione e trasgressione, festa ed onoranza, convivialità
ed incontro. Proprio quest’ultimo punto esprime nel progetto la
sua parte determinante: uscire a conoscere gli abitanti del
proprio quartiere e coinvolgere i vicini di casa nella festa.
Prevediamo
che siano le insegnanti stesse a scegliere quali eventuali attività di
laboratorio abbinare all’iniziativa,(costumi ispirati, semplici
strumenti a percussione o semplicemente l’apprendimento della
canzone).
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