Un po' di storia…

Quella degli esplosivi è una lunga storia di fatta di scoperte scientifiche e di sviluppo tecnologico ma soprattutto di uomini, soldati od operai, che hanno perso la vita, dalle prime invenzioni alla bomba atomica. Una vicenda dunque fra la pace e la guerra che, se ha portato lutti, ha pure consentito la realizzazione di grandi opere pubbliche come i trafori ed ha significato anche sviluppo economico. Tutto ciò fa da sfondo alla storia del dinamitificio Nobel di Avigliana, una vicenda industriale, ma anche sociale e culturale che si sviluppa dal 1872 al 1965.

L’industria della dinamite e delle polveri senza fumo in Italia ha origine nell’aprile del 1872 proprio ad Avigliana, in località Valloja. La collaborazione fra Ascanio Sobrero e Alfred Nobel portò alla costruzione del dinamitificio di Avigliana che entrò in funzione il 23 dicembre 1873. La zona scelta, a ridosso di una collina (detta “Trucco di San Martino”), offriva all’abitato la protezione dagli scoppi, si trovava a breve distanza dalla ferrovia e poteva utilizzare l’energia idroelettrica prodotta dall’acqua proveniente dai canali (Molino e Rivoli).

A fondare il dinamitificio fu Alfred Nobel stesso, imprenditore svedese, inventore della dinamite, che approfittò dell'abolizione, nel 1869, del monopolio statale sulla fabbricazione degli esplosivi. Nobel arriva in Italia anche sull'onda di difficolà col governo francese, al quale aveva offerto la produzione della balistite, brevettata da lui stesso in Inghilterra nel 1888, la cui fabbricazione è giudicata troppo pericolosa.

L’impianto industriale possedeva fabbricati dedicati alla preparazione di acido nitrico e di acido solforico e locali per produzione di nitroglicerina e di dinamite. Negli anni successivi, l’impianto venne ingrandito per assecondare le richieste di produzione del Governo: nel periodo di tempo compreso fra il1875 e il 1889 entrarono in funzione gli impianti per la produzione di dinamiti, di gelatine, per il fulmicotone, per la balistite, per concimi.

Negli ultimi anni del XIX secolo l’attività dello stabilimento venne ridotta, si verificarono flussi migratori di operai specializzati e cartuccere verso il sud Africa dove l’estrazione dell’oro richiedeva un consumo notevole di dinamite.

Nel 1908 venne realizzato un nuovo polverificio, in località Allemandi, per la produzione di C2, cordite destinata alle grandi artiglierie., Il dinamitificio raggiunse il suo massimo sviluppo per soddisfare le esigenze belliche della prima guerra mondiale: venne ampliata l’Allemandi e vennero costruiti nuovi impianti in località Mareschi dove a partire dal 1917 si preparò la galletta.

Dopo la guerra si verificò un crollo dell’occupazione, l’Allemandi cessò la sua attività e nel 1925 la Montecatini (società per l’industria mineraria e chimica) acquisì la maggior parte del pacchetto azionario della Nobel. La Nobel, nel 1927, avviò lo studio della trimetiletilentrinitroammina (T4).

Con la seconda guerra mondiale ripresero le assunzioni presso lo stabilimento ma nel 1945 l’Allemandi fu distrutto dall’aviazione americana. Dopo la guerra l’attività lavorativa riprese a ritmo ridotto, tanto che nel 1965 la Montecatini decise di trasferire le produzioni ad Orbetello, chiudendo definitivamente lo stabilimento Valloja di Avigliana.

I protagonisti…

Ascanio Sobrero: nacque il 12 ottobre 1812 a Casale Monferrato, si laureò in medicina e chirurgia e iniziò a lavorare presso il laboratorio chimico dell’Arsenale di Torino, laboratorio nato per soddisfare le esigenze belliche dello stato sabaudo. Nel 1840 si trasferì a Parigi per frequentare la Sorbona e li seguì i laboratori dei professori Dumas e Pelouze che si occupavano dell’azione dell’acido nitrico sulle sostanze organiche. Nel 1945 gli venne assegnata la cattedra di chimica nella Scuola di Meccanica e di Chimica Applicata alle Arti e in quel laboratorio tra la fine del 1846 e l’inizio del 1847 scoprì la nitroglicerina Nel 1848 divenne professore applicato di Chimica Generale all’università e in seguito professore effettivo di Chimica Applicata alle Arti. Dal 1859 fino al 1882 tenne la cattedra di Chimica Docimastica. Nel 1877 fu il primo presidente della scuola Cavour. Morì il 26 maggio 1888.

Alfred Nobel: nacque il 21 ottobre 1833 a Stoccolma, terzo figlio di una colta e numerosa famiglia svedese. A partire dal 1859 iniziò, con il padre, ad interessarsi al tema degli esplosivi rivolgendo particolare attenzione alla sintesi della nitroglicerina di Ascanio Sobrero. Nel 1863 edificò la prima fabbrica di esplosivi ma un anno dopo avvenne una tremenda esplosione che uccise suo fratello. Dopo questo evento Alfred Nobel decise di proseguire le sue ricerche su un battello ancorato in mezzo al lago Maelar. Il grande successo di Nobel derivò dall’aver risolto il problema della trasportabilità della nitroglicerina, sostanza che si decompone all’urto con effetti devastanti; egli infatti perfezionò le conclusioni alle quali era arrivato dopo aver rovesciato involontariamente un po’ di esplosivo sulla farina fossile usata come imballaggio. In questo modo la dinamite venne resa stabile e pertanto fiorirono nuovi stabilimenti di produzione in tutta Europa. Negli anni successivi realizzò le gelatine esplodenti e la balistite che venne prodotta anche nel dinamitificio di Avigliana. Prima della sua morte, avvenuta il 10 dicembre del 1896, istituì un premio in denaro, il premio Nobel, per chi si fosse distinto nella fisica, nella medicina, nella chimica, nella letteratura e nel conseguimento della pace fra i popoli.

Primo Levi: nacque a Torino il 31 luglio 1919, si laureò in chimica a pieni voti con lode presso l’università di Torino. Dopo la terribile esperienza dei campi di concentramento di Auschwitz trovò lavoro presso la fabbrica di vernici Duco-Montecatini di Avigliana. In questo periodo s’innamorò di Lucia Morpurgo, sua futura moglie, dalla quale ebbe tre figli e trovò il coraggio di scrivere della sua esperienza di deportato. Negli anni successivi vennero pubblicati "Se questo è un uomo”, “La tregua”, “La Chiave a stella”, “Se non ora, quando” e “I sommersi e i salvati”. Morì suicida nell’aprile del 1987.

 

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